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Carla Guanais

CITTADINANZA · PER MATRIMONIO

Cittadinanza italiana per matrimonio: i documenti che la domanda richiede

È un percorso diverso dal riconoscimento per discendenza: altri documenti, un’altra logica di prova e un requisito che il jure sanguinis non ha, la conoscenza della lingua italiana. Io preparo, apostillo e traduco con giuramento la documentazione brasiliana di questa domanda.

Che cosa cambia rispetto alla cittadinanza per discendenza

Nel riconoscimento per discendenza si dimostra una linea: nascite, matrimoni e morti che collegano la persona all’avo italiano. Nella domanda per matrimonio si dimostra un’altra cosa: l’esistenza e la permanenza del vincolo coniugale con un cittadino italiano, e l’idoneità di chi presenta la domanda.

In pratica cambiano tre cose nel fascicolo.

  • L’asse della pratica è il matrimonio, non la discendenza. L’atto di matrimonio e la sua trascrizione in Italia sono il documento centrale.
  • Entrano documenti che riguardano il richiedente e che il jure sanguinis non chiede, come i certificati penali di tutti i paesi in cui ha risieduto.
  • Esiste un requisito di lingua italiana. È il punto che sorprende di più chi arriva pensando che basti raccogliere carte.

La regola sul vincolo — durata minima del matrimonio, residenza della coppia in Italia o all’estero, effetto dei figli in comune — varia secondo la situazione ed è il primo punto da confermare presso l’ufficio che riceverà la domanda. Io non faccio inquadramento giuridico: mi occupo dei documenti una volta che il caso è chiaro.

I documenti brasiliani che compongono di solito la domanda

Ogni consolato e ogni prefettura pubblica la propria lista, e quella lista cambia nel tempo. Quello che si ripete in quasi tutti i casi è questo.

  • Certificato di nascita brasiliano in forma integrale (certidão em inteiro teor), aggiornato e con tutte le annotazioni.
  • Certificato di matrimonio in forma integrale, anch’esso aggiornato, e la trascrizione del matrimonio nel comune italiano competente.
  • Certificati penali del Brasile, federale e statale secondo quanto richiesto, e di tutti gli altri paesi in cui il richiedente ha vissuto dopo la maggiore età.
  • Prova di residenza, nella forma accettata dall’ufficio ricevente.
  • Certificato di lingua italiana rilasciato da un ente riconosciuto a questo scopo.

Tre dettagli che evitano di rifare il lavoro. In Brasile si chiede sempre la forma integrale (inteiro teor), mai l’estratto. Si chiedono i certificati dopo aver confermato la lista, perché hanno una validità e invecchiano nel cassetto. E si controlla come è scritto il nome in ciascuno di essi prima di apostillare.

Il requisito della lingua italiana

La domanda per matrimonio richiede di dimostrare la conoscenza dell’italiano a livello intermedio, con un certificato rilasciato da un ente riconosciuto a questo fine. Non è un dettaglio burocratico: senza quel certificato la domanda non viene nemmeno accettata.

Non è la mia materia, è materia di scuola di lingua. Ma su questo percorso è la domanda che ricevo più spesso, quindi la lascio scritta qui. Conviene iniziare l’italiano prima di far tradurre l’intero fascicolo: l’esame ha calendari e liste d’attesa proprie, mentre un documento tradotto ha una validità che corre.

Dove queste domande si bloccano: nomi, date e annotazioni

È sempre la stessa famiglia di problemi, e non ha nulla di esotico.

  • Nome diverso da un certificato all’altro. Maria e María, De Souza e de Sousa, cognome da coniugata in un documento e da nubile in un altro. Per il comune un nome diverso non è un errore di grafia: è un’altra persona.
  • Matrimonio non trascritto in Italia. Senza la trascrizione manca il fatto su cui si regge l’intera domanda.
  • Certificato senza annotazioni. Un divorzio precedente, una rettifica di nome, un riconoscimento di paternità: se l’annotazione esiste nel registro brasiliano ma non compare nella copia rilasciata, quella copia è incompleta.
  • Certificato penale di un paese dimenticato. Chi ha vissuto all’estero prima di arrivare in Italia ne dimentica quasi sempre uno.

Controllare tutto questo prima di apostillare e tradurre è la differenza tra una pratica che cammina e una pratica che torna indietro. Io leggo il fascicolo con questo occhio prima di qualsiasi preventivo, con la stessa lista di controllo che chiedo in ogni caso.

Apostille e traduzione giurata: l'ordine corretto

L’ordine conta, e quasi tutti lo invertono. Prima il documento arriva alla versione definitiva presso l’ufficio brasiliano che lo rilascia, con tutte le annotazioni. Poi arriva l’apostille dell’Aia, che attesta l’origine del documento pubblico. Solo a quel punto arriva la traduzione giurata, che traduce il documento e l’apostille.

Chi traduce prima di apostillare paga due volte: l’apostille viene apposta dopo, resta fuori dalla traduzione e il fascicolo torna indietro. Chi apostilla un certificato non aggiornato apostilla il documento sbagliato.

Sono traduttrice giurata iscritta al Tribunale di Roma e alla Camera di Commercio. Il giuramento si fa in Italia, nella forma che l’ufficio italiano si aspetta di ricevere.

Come lavoro in questi casi

  1. Mi mandi la lista di quello che hai già in mano e la lista pubblicata dall’ufficio che riceverà la domanda.
  2. Controllo documento per documento: se è in forma integrale, se è aggiornato, se i nomi coincidono, se manca un’annotazione, che cosa richiede l’apostille e che cosa no.
  3. Ricevi un preventivo con le voci separate, onorario di traduzione, atti di giuramento e oneri, non un numero tondo senza spiegazione.
  4. Traduco e giuro, e consegno nel formato richiesto dalla destinazione, digitale o cartaceo.

Se il caso ha più fronti aperti nello stesso momento, un matrimonio da trascrivere, un certificato da rettificare, documenti di soggiorno che corrono in parallelo, la consulenza documentale stabilisce l’ordine prima di qualsiasi spesa. Se ci sono anche pratiche di soggiorno, lavoro o studio, guarda documenti per residenza, lavoro e studio: spesso uno stesso documento serve a due fronti, e tradurlo una volta sola costa meno che tradurlo due.

Le domande che ricevo sempre

Bisogna risiedere in Italia per presentare la domanda? Dipende dal caso, ed è esattamente il punto da confermare con l’ufficio ricevente prima di spendere. Risiedere in Italia o all’estero cambia dove si presenta la domanda e che cosa viene chiesto.

Mio marito o mia moglie è stato riconosciuto cittadino italiano da poco. Cambia qualcosa? Può cambiare. Conferma l’inquadramento prima di comporre il fascicolo.

Si possono usare le traduzioni già fatte in Brasile? In genere no. La traduzione giurata fatta in Brasile da un traduttore brasiliano segue un’altra sistematica. Quello che l’ufficio italiano si aspetta è una traduzione con giuramento valido in Italia.

Quanto costa? Non si può rispondere senza vedere i file, e chi risponde senza vederli sta tirando a indovinare. Il preventivo si costruisce sul numero di documenti, sulla loro estensione e sugli atti di giuramento necessari.

Presenti tu la domanda al posto mio? No. Io curo la documentazione: verifica, apostille e traduzione giurata. La domanda la protocolla l’interessato, oppure il professionista che segue il caso.

Le tre vie della cittadinanza italiana

Sono procedimenti diversi, con documentazione diversa. Se non sai ancora in quale rientri, confermalo prima di ordinare qualsiasi documento: è la spesa che si perde più spesso.

  • Per discendenza (jure sanguinis) — la linea di nascite, matrimoni e morti fino all’avo italiano.
  • Per matrimonio — il vincolo coniugale con un cittadino italiano, più il requisito di lingua. (questa pagina)
  • Per residenza — il tempo di vita legale e registrata in Italia.

Mandami la tua lista di documenti

Mandami su WhatsApp la lista di quello che hai in mano e la lista pubblicata dall’ufficio. Ti dico che cosa manca, che cosa richiede l’apostille, in che ordine procedere e che cosa conviene lasciare per ultimo, prima che tu spenda sul percorso sbagliato.